RICICLO



L’ispirazione nasce da una pezza interessante: 
un cuscino antico, la sottana della nonna, 
una giacca che ti hanno regalato e non hai mai messo…

 




Lo stile patchwork degli abiti permette di utilizzare anche piccoli ritagli di tessuto, riducendo al minimo gli scarti di lavorazione.

 

“Puoi fare un castello con legni spezzati e barattoli rotti
puoi aprire una stanza grigia e riempirla del blu della notte…”
Modena City Ramblers




TESSUTI E SCELTE SOSTENIBILI



Alla pezza riciclata vengono cucite stoffe nuove e di qualità.

La scelta, oggi, è acquistare solo tessuti naturali (cotone, lana, seta, canapa, lino) e prodotti in Italia.

Il sogno, domani, è utilizzare tessuti biologici, tinture vegetali ed inserti lavorati a mano (uncinetto, maglia ai ferri, telaio…).




UNICA AL MONDO




Ogni capo “AltrA” è un pezzo unico. Puoi scegliere tu i materiali, le forme e i colori con cui comporre il tuo abito.

Lo stesso modello assume personalità diverse in base agli accostamenti scelti e alla personalità della donna che lo indossa.



INTERPRETAZIONI:
clicca per visualizzare le "modelle per un giorno"




“Vivere in un modo diverso, pensare in un modo diverso,
o cercare di farlo.
Il pericolo delle bellezza è forse così grande che è meglio
(il Modello Standard) vivere senza?”
Jeanette Winterson




ECONOMIA DELLE RELAZIONI 

“AltrA” è un progetto di sperimentazione culturale ed economica. E’ un tentativo di sganciarsi, almeno un po’, dai canoni di bellezza convenzionali, dalle logiche di mercato e dalla legge dettata dai grandi marchi.

Ogni capo parla delle persone che ho conosciuto sulla strada, di sogni, musica e letture. E di boschi, e di passeggiate fatte al tramonto. E’ anche un pezzo del mio percorso: incazzature e gioie del vivere in Italia oggi; lavori di ogni tipo per arrivare a fine mese e prove tecniche di connessione con chi sta cercando qualcosa di diverso…è un messaggio in bottiglia: “C’è qualcuno?”


“Esperimenti grazie ai quali
superare l’abisso
fra ciò che è necessario e ciò che è possibile”
Eric Fromm